Nella professione capita – e capiterà sempre più spesso – di ricevere la telefonata di un collega più strutturato: “per quella gara la delivery è un file IFC”. Oppure un committente privato che ha sentito la parola e la propone nel contratto. Il titolare di un piccolo studio si pone dei quesiti su licenze, scegliere un corso, forse una nuova assunzione, mesi di rodaggio. La sensazione è quella di un muro alto uguale per tutti, che i grandi hanno già scavalcato e che per alcuni significa stravolgere lo studio. È una reazione comprensibile. Ed è quasi sempre sproporzionata rispetto a quello che la legge chiede davvero.
Perché sul BIM per i piccoli studi circola un pluralismo di v…Continua a leggere su Edilportale.com]]>
